Coro A.N.A Giulio Bedeschi Gruppo Gaiarine - Sezione Conegliano

Il Golico , confine greco-albanese: la montagna feroce

Un reduce del 3° reggimento artiglieria da montagna gruppo Conegliano ricorda…

 Nikolajevka : eravamo schierati sui lati di una ferrovia, quella mattina hanno bombardato gli aerei, che mitragliavano di continuo e urla  e morti e il finimondo tutto il giorno. Alle cinque della sera il generale della Tridentina parla dall’altoparlante<< avanti tutti in massa se non volete morire!>>, e allora avanziamo tutti in branco compresi feriti e congelati e riusciamo a sfondare ,coi russi che ci sparavano addosso, e ancora morti e feriti e fine del mondo per kilometri prima di essere fuori dalla sacca e senza mangiare per giorni.

Cit.da Anni di Guerra e di Fame  a cura di S. Menegaldo

Scrive Bedeschi :

Molti alpini scesero, poichè  la locomotiva non pareva  intenzionata a ripartire; quasi tutti infine scesero,disperdendosi a chiacchierare in Iddio  sa quale  idioma con quei russi del bosco.Un'allegria primitiva e contagiosa legò presto in collane di risa gli abitatori del  bosco e i soldati.Un artigliere scaricò dal vagone una fisarmonica,sedette su un tronco d'albero reciso e intonò -Quel mazzolin di fiori..-,subito seguito dal coro degli alpini.

Alla seconda strofa, fra l'entusiasmo dei soldati varie donne tentarono di riprendere il facile motivo e si unirono al coro assecondate alla terza strofa anche dagli uomini,sì che un unico canto legava in quel bosco gli sconosciuti fra un brillare d'occhi e di giovani denti.

Le ragazze erano le prime fra le russe che gli artiglieri avvicinavano,guardate quindi con un po' di soggezione e con molto interesse;ragazze salde ben piantate, assai pregevoli all'occhio dell'artigliere alpino,larghe di spalle e di fianchi,sbozzate un po' alla buona a simiglianza di quei loro tronchi che s'innalzavano intorno;larghe perfino di vita,tutte d'un pezzo sotto le vesti campagnole.

Una però fra tutte aveva attirato lo sguardo del conducente di muli Scudrèra,che discosto dai compagni se l'andava guardando di sottecchi all'inizio e poi senza riserve, tutto preso e conquistato da un particolare che gli aveva attanagliato l'attenzione. Riserbata e contegnosa.la bella aveva colto gli sguardi e se ne stava pudibonda nel gruppo delle amiche;ma Scudrèra già parlottava coi compagni senza distogliere lo sguardo,sì che la schiera femminile bisbigliava all'orecchio dell'avventurata,che aveva fatto le guance rosse;e i vecchi russi, di contorno maliziosi e sornioni,ridevano nelle folte barbe avendo intercettato l'incrociarsi delle occhiate.


La grande tragedia della guerra non ha mutato l’animo degli alpini:le sofferenze hanno esaltato lo spirito di comunanza e di solidarietà,Rossosch oggi ne è uno splendido esempio

Le Immagini sono tratte dal libro di G. Bedeschi e descrivono la tragedia della campagna di Russia